Prurito

Per prurito si intende una sensazione cutanea spiacevole che determina l’impulso istintivo a grattarsi per alleviarlo. Tutti lo abbiamo sperimentato almeno qualche volta, forse senza essere consapevoli che sia un impulso correlato all’attività nervosa. Il prurito è una sensazione soggettiva con un’intensità variabile che si avverte a livello cutaneo.

Le cause del prurito

Il prurito spesso viene definitivo come una forma di dolore minimo, capace comunque di generare un fastidio protratto. Dolore e prurito hanno molti aspetti in comune, a partire dal fatto che anche il prurito nasce da una stimolazione subliminale delle terminazioni del dolore. Basti pensare che i soggetti con un’insensibilità congenita al dolore sono incapaci di provare prurito, mentre all’opposto è possibile provare le due sensazioni contemporaneamente sulla stessa area dell’epidermide.

In dermatologia comunque si tende a considerare i due fenomeni come distinti, basandosi su molte evidenze scientifiche.

Il prurito è conseguenza di meccanismi del sistema nervoso centrale e periferico. Non è stato individuato un recettore specifico per il prurito, che viene indotto da vari tipi di stimoli (chimici, fisici, elettrici, termici) tramite un recettore polimodale a soglia elevata che si ritiene localizzato nell’epidermide, lo strato più superficiale del derma. L’epidermide contiene varie fibre sensoriali, sia libere (fibre nervose mieliniche A-delta e delle amieliniche C) che connesse a strutture recettoriali complesse.

Il prurito è una sensazione separata dal dolore, ma che utilizza le stesse vie e corre su fibre lente di tipo C e su fibre più rapide di tipo A-delta.

La percezione del prurito è il frutto di una elaborazione spazio-temporale degli impulsi che vengono modulati da meccanismi centrali.

Il prurito viene scatenato dalla liberazione di numerosi mediatori centrali e periferici, tra cui istamina, le proteasi, la sostanza P, le prostaglandine, i leucotrieni, e i peptidi oppioidi.

Il prurito può nascere da vari tipi di cause:

  • dermatologica, legata a una malattia che colpisce la pelle come eczemi, dermatiti, psoriasi, orticaria, allergie, dermatiti atopiche che causano secchezza della pelle o a cause esterne come eritemi solari, punture di insetti, parassiti
  • neurogenica, dovuta a disturbi dei nervi sensoriali periferici,
  • psicogena, legata ai centri del prurito localizzati nel sistema nervoso centrale. Rientrano in questa categoria le somatizzazioni, che sfogano attraverso la pelle un disagio emotivo o uno stato d’ansia.

L’istinto a sfregare la pelle per trovare sollievo si giustifica nella liberazione di istamina da parte di cellule chiamate mastociti, ma tale sollievo immediato peggiora lo stato infiammatorio della cute e genera un circolo vizioso.

Il disagio che nasce dal prurito può raggiungere intensità notevole, tale da interferire con le normali attività quotidiane come dormire, concentrarsi sul lavoro, e generare stati di nervosismo e ansia.

La visita dermatologica per diagnosticare le cause del prurito

Per i pazienti affetti da una forma di prurito, la prima visita dermatologica si concentrerà su un’attenta intervista e un esame obiettivo dell’epidermide per comprendere i sintomi, l’intensità, il momento di insorgenza e le conseguenze fisiche e psichiche sulla qualità della vita. Per esempio è fondamentale capire se il paziente ha notato delle situazioni scatenanti, se il prurito si accentua la sera, dopo i pasti, se è diffuso o localizzato.

Il dermatologo valuterà se le eventuali lesioni e irritazioni cutanee sono riconducibili al grattamento o sono preesistenti, e se possono essere causate da patologie dermatologiche.

In caso negativo si esamineranno le possibili malattie sistemiche, fattori occasionali o costanti come la xerosi cutanea (secchezza della pelle), il prurito senile. In questi casi il prurito secondario regredisce parallelamente al trattamento della malattia primitiva. Il problema più grande è interrompere il circolo vizioso prurito-grattamento, che causa un peggioramento della lesione e aumenta nuovamente il prurito.

Mentre si procede con l’analisi delle cause, che possono comportare una serie di esami anamnestici, il dermatologo ha la premura di apportare sollievo ai sintomi del paziente.

La terapia sintomatica è necessaria quando la causa del prurito è in via di accertamento o non può essere eliminata con la terapia specifica. Purtroppo in alcuni casi la sua efficacia è limitata, soprattutto all’inizio, ma è una norma da seguire per alleviare i sintomi e limitare le lesioni cutanee.

Ecco alcune strategie terapeutiche che portano beneficio ai pazienti affetti da prurito:

  1. Educare il paziente, spiegandogli la diagnosi e i fattori che possono scatenare o peggiorare il prurito.
  2. Eliminare i fattori che scatenano o aggravano il prurito.
  3. Utilizzare preparazioni topiche non specifiche non steroidee a base di canfora, mentolo, eugenolo, catrami che alleviano il prurito con il loro effetto rinfrescante e fornire una migliore idratazione cutanea, tramite creme idratanti e l’abitudine salutare a bere una quantità adeguata di acqua. Specialmente negli anziani, infatti, lo stimolo della sete tende ad affievolirsi, esponendoli ad una disidratazione cronica.
  4. Adottare un trattamento farmacologico, topico e sistemico, basato sugli antistaminici che bloccano il recettore H1.

Scrivimi

Dr. Giuseppe Hautmann

Dott. Giuseppe Hautmann, dermatologo e venereologo, psichiatra e psicoterapeuta. Svolgo l’attività libero professionale a Firenze. Specializzato in malattie cutanee psicosomatiche, dermatoscopia, prevenzione oncologica e medicina estetica, uso le mie competenze al servizio del benessere psicofisico delle persone.

Lo studio

Via Luigi Alamanni 21
50123 Firenze

Orario

Dal lunedì al venerdì
8.30-12.00 / 13.00-18.00